Castelfranco Piandiscò

Passeggiando per le vie del borgo, si ha la sensazione di fare un viaggio nel tempo

Castelfranco Piandiscò è ubicato ai piedi del versante meridionale del Monte Pratomagno e attraversato dall’antico tracciato di origine etrusca e della successiva Cassia Vetus romana che collegava Arezzo a Fiesole, l’attuale “Strada dei Setteponti”.

La campagna circostante è costellata di case coloniche, case-torri, piccole località e resti di castelli medievali, circondati da oliveti e ordinate sistemazioni agrarie a terrazzamenti.
Il comune di Castelfranco Piandiscò deriva dalla fusione avvenuta nel 2014 dei due abitati di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò.

Castelfranco di Sopra: La zona su cui oggi sorge la cittadina fu, all’origine, un insediamento etrusco. Passato sotto il controllo di Roma intorno al III° secolo a.C., il territorio subì un’intensa urbanizzazione, alimentata dalla costruzione della via consolare Cassia Vetus. Il tratto coincidente con l’attuale strada Setteponti si dice sia stato percorso dall’esercito di Annibale nel corso della Seconda Guerra Punica, durante l’avanzata nella penisola. Alla caduta dell’Impero Romano, l’area finì sotto la dominazione longobarda, come attestato dai resti di strutture rinvenute nei pressi della Badia di Soffena, databili all’incirca all’anno 825. Le prime testimonianze scritte risalgono comunque al X° secolo e attestano la presenza del piccolo borgo di Casuberti.

Nel 1299 divenne un avamposto militare di Firenze. Per popolare la zona, il borgo fu “francato”, cioè temporaneamente esentato dal pagamento dei tributi, attraendo così numerosi abitanti delle comunità vicine. Da questi privilegi deriva certamente il nome Castel Franco.

Nel giro di cinquant’anni vennero costruiti la cinta muraria, la piazza e i quartieri prospicienti. La pianta dell’abitato, attribuita all’architetto fiorentino Arnolfo di Cambio, è quadrangolare, con grande piazza in posizione centrale e vie diritte e parallele. Le mura vennero disseminate, a intervalli regolari, da una serie di torri lungo tutto il perimetro. Due porte-torri furono collocate in corrispondenza delle due strade principali.

È proprio questa pianta urbana ben disegnata da Arnolfo di Cambio secondo lo schema del castrum romano, ancora oggi ben conservata, che ha consentito l’inserimento della cittadina di Castelfranco di Sopra tra i Borghi più belli d’Italia.

Nel XVII° secolo il borgo conobbe un profondo rinnovamento della vita economica e sociale, il che permise la costruzione di palazzi signorili e di strutture di vita comunitaria e religiosa quali l’Oratorio di San Filippo ed il convento delle suore Agostiniane.

Passata nel XIX° secolo sotto l’amministrazione della Provincia di Arezzo, Castelfranco di Sopra subì una serie di interventi improvvidi, ad iniziare dall’abbattimento di gran parte delle mura. Quindi le grandi Logge del Mercato, costruite dall’architetto fiorentino Arnolfo di Cambio, la cisterna dell’acqua con pozzo e la chiesa di San Piero. Fortunatamente altre parti dell’abitato entro le mura non hanno subito grossi cambiamenti, conservando alla cittadina il suo patrimonio artistico ed il fascino paesaggistico.

Pian di Scò: La denominazione dal nome latino aesculus, la quercia sacra al dio Giove. Certamente i primi insediamenti sorsero lungo il percorso della strada consolare romana Cassia Vetus. Il borgo si sviluppò attorno alla pieve romanica di Santa Maria a Scò, edificata intorno all’anno Mille.

Nel XII° secolo la zona divenne feudo dei conti Guidi e, successivamente, dei loro vassalli, la famiglia Pazzi di Valdarno.
Ma, alla fine del XIII° secolo, la zona era comunque già sotto l’influenza di Firenze. Pressioni da parte della potente città indussero Pian di Scò ad aderire alla Lega di Castelfranco, in funzione anti-aretina, divenendo quindi un avamposto del dispositivo di difesa del Valdarno Superiore. Alla dissoluzione della Lega (1774) per opera del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, Pian di Scò fu integrata nella Comunità di Castelfranco.
A seguito dell’occupazione napoleonica il borgo divenne comune autonomo nel 1809.