Il Borro

Nella parte più pianeggiante del territorio comunale c’è questo piccolo e delizioso borgo, del quale si hanno notizie documentate fin dal 1039.

Il nome è derivato dalle profonde gole all’interno di quelle formazioni di colore giallo intenso, denominate “borri” o “balze”, diffuse in tutta la zona. Circondato da folta vegetazione, è ubicato sopra uno sperone di roccia lambito dal torrente Lorenaccio.

Il borgo fu proprietà della famiglia Pazzi, tra la più antica nobiltà di Firenze, che per prima ci costruì un castello.
Dopo la vittoria di Firenze contro Arezzo nella battaglia di Campaldino (1289), i vincitori impiccarono sulla piazzetta del borgo dieci esponenti della famiglia Pazzi che si erano schierati apertamente con la città sconfitta. Il borgo, cui si si accede attraversando un ponte alto e slanciato che scavalca il torrente, ha mantenuto intatto l’aspetto originale.

Attualmente nel borgo si trovano numerose botteghe artigiane e atelier artistici.
Davvero curiose sono le riproduzioni in miniatura con personaggi in movimento “Le botteghe artigiane in miniatura”, “Il presepe” e “La favola di Pinocchio”, tutte frutto della paziente ingegnosità del parroco. Poco distante dal borgo c’è la Tenuta del Borro, risalente al XVII° secolo. Inizialmente fu dimora di Alessandro dal Borro, soprannominato “Terrore dei Turchi”, valoroso comandante dell’esercito del granduca Ferdinando II° Medici.

Dopo un periodo di tempo in cui ne fu proprietario Amedeo d’Aosta (ramo cadetto della famiglia reale italiana), la tenuta è stata acquistata dalla famiglia Ferragamo, affermatasi nel campo delle calzature e dell’abbigliamento di prestigio