La mela nesta
La mela più antica del Pratomagno
Una varietà di mela antichissima, forse conosciuta fin dal tempo dei romani con il nome di Decio.
Originaria delle province di Arezzo e Firenze, è coltivata lungo l’arco preappenninico intorno agli 800 metri. Ideale per sfruttare al meglio i terrazzamenti di alta collina, il melo svolgeva anche un ruolo determinante per il consolidamento del terreno, limitando frane ed erosioni.
La pianta molto rustica resiste bene sia agli eventi meteo estremi che agli attacchi dei parassiti e malattie lignee; produce frutti abbondanti tutti gli anni e non necessita di particolari attenzioni come potature e concimazioni.
Il frutto, di media dimensione, presenta una colorazione predominante di giallo con arrossamenti accesi più o meno estesi dalla parte del sole ed un profumo molto intenso nello stato di maturità.
Una polpa dura, compatta, croccante e leggermente acidula la rendono molto resistente agli infestanti.
Le mele neste vengono raccolte dalla metà di ottobre e messe in luogo asciutto sopra ad un castello (un tavolato di legno sopraelevato su cui viene posta della paglia di segale) e sono facilmente conservabili dall’autunno alla primavera.
Oggi nel territorio solo poche persone, piccoli proprietari agricoli, continuano a produrne limitate quantità. Solo loro sono custodi di questa coltura strettamente legata alla tradizione di questo territorio